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Federica Mogherini: un’italiana per gli affari esteri dell’Unione Europea

di Francesco Vidè.

Decisione, competenza, diplomazia. Ma anche profondo senso delle istituzioni ed umanità. Sono questi i tratti che caratterizzano la figura e la personalità di Federica Mogherini. Classe 1973, una vita dedicata alla politica ed alle Relazioni Internazionali, l’ex ministro degli esteri del Governo Renzi è stato nominato nel settembre 2014 Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza. Non si tratta di una pedina qualunque: infatti, poteri e responsabilità la collocano nel cuore dello scacchiere istituzionale dell’Unione, in quanto ricopre incarichi ed intrattiene relazioni presso tutte le principali istituzioni sovrannazionali. Infatti Federica Mogherini partecipa ai lavori del Consiglio Europeo, è vicepresidente della Commissione Europea, presiede il Consiglio Affari Esteri e consulta costantemente il Parlamento Europeo per garantire che le opinioni di tale organo siano prese in considerazione. Inoltre, è stata nominata come Alto Rappresentante dal Consiglio Europeo e con l’accordo del presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker.

In questo labirinto politico-istituzionale Federica Mogherini ricopre un ruolo tanto delicato, quanto decisivo. Immigrazione, lotta al terrorismo, sanzioni economiche alla Russia, casi internazionali (tanto italiani quanto europei) come l’uccisione di Giulio Regeni e la detenzione dei marò: mai come oggi la politica estera assume un ruolo centrale e richiede una strategia congiunta a livello sovrannazionale. La stessa Mogherini ha invocato, in una recente intervista al quotidiano La Stampa, una maggiore coerenza tra le politiche nazionali e quelle europee attraverso il rispetto e l’attuazione delle decisioni comunitarie: “Si riconosce che il problema è più grande di quanto qualsiasi Stato da solo sia in grado di gestire, si chiede una risposta europea, ma subito dopo non la si mette in atto, si riprende la strada nazionale e si scarica la colpa sull’Europa”.

Federica Mogherini incarna una figura lontana dal grigio burocrate di Bruxelles con cui la maggior parte dei cittadini italiani è solita etichettare le istituzioni europee. L’Alto Rappresentante è il simbolo di una nuova politica europea: istituzioni più vicine ai problemi degli individui per rafforzare il legame con i cittadini e ridurre il diffuso sentimento di euroscetticismo. Fare politica non significa esclusivamente siglare accordi e prendere decisioni, bensì confrontarsi con la realtà in modo diretto, senza filtri distorsivi. Così, Federica Mogherini ha affrontato le grandi problematiche comunitarie mettendosi in gioco in prima persona, “mettendoci la faccia”. In quest’ottica si colloca la visita dell’Alto Rappresentante a Lampedusa, il cuore delle speranze di migliaia di migranti che si imbarcano dalla Libia per raggiungere il territorio europeo. “Qui si vede il volto migliore dell’Europa, l’Europa che salva vite e non costruisce muri”. Alla visita del settembre 2014 sono seguiti numerosi interventi, incontri, richiami ad un senso di umanità e di responsabilità collettiva. Tuttavia, sul tema dell’immigrazione nulla è stato ancora concretizzato, complice il lento processo decisionale europeo. Infatti, per questioni delicate come politica estera o fiscalità, il Consiglio dell’Unione Europea richiede l’unanimità dei voti favorevoli. E’ sufficiente il voto contrario di uno dei ventotto Stati membri per bloccare l’atto legislativo. Così, il sistema di ripartizione dei migranti è ancora congelato ed il Migration Compact, piano proposto dal premier italiano Matteo Renzi, necessita di una lunga fase di negoziazioni e dibattiti per ottenere il via libera di tutti i Paesi europei.

Una seconda tematica di politica estera che ha assunto una rilevanza cruciale è la lotta al terrorismo. Gli attentati di Charlie Hebdo, la strage di Bruxelles, gli attacchi al Bataclan ed allo Stade de France hanno colpito il cuore dell’Europa, uccidendo molti cittadini e ferendo l’ideale di libertà del Vecchio Continente. A colpire l’opinione pubblica nazionale e sovrannazionale sono state le lacrime di Federica Mogherini in seguito alle stragi terroristiche di Bruxelles. Un gesto che ha ricevuto critiche, in quanto interpretato come manifestazione dell’impotenza delle istituzioni europee, ma che allo stesso tempo si è rivelato nella propria semplicità e potenza: la commozione dell’Alto Rappresentante mostra la vicinanza, il senso di appartenenza ad un dolore profondo e comune. Sicuramente visite e sentimenti non bastano, ma Federica Mogherini rappresenta il volto di istituzioni che si avvicinano ai problemi dei cittadini e che cercano di unire le diverse anime dell’Europa, chiamate a dare risposte urgenti, importanti, condivise.

 

Francesco Vidè, iscritto al terzo anno di Economia Aziendale e Management presso l’Università Bocconi, è associato in nextPA dall’aprile 2016.

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Fonti

http://www.lastampa.it/2016/04/30/esteri/mogherini-basta-schizofrenia-gli-stati-devono-seguire-leuropa-Sr7rbtfeYcNCiY3txBfAwJ/pagina.html

http://www.eunews.it/2016/04/14/federica-mogherini-visita-lampedusa/55795

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/23/news/attentanti_bruxelles_mogherini-136118440

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