Il futuro è una metropoli da governare

di Davide Biscontin.

“Managing the cities of the future” è un importante evento tenutosi nell’università Bocconi per discutere, con ospiti internazionali di alto spessore, su tematiche riguardanti la leadership e il management delle grandi metropoli mondiali del domani. Ad aprire l’incontro sono stati gli interventi di Maurizio Baruffi, Capo di Gabinetto del Comune di Milano e di Greta Nasi, direttrice del dipartimento “Public management and policy” della SDA Bocconi. Entrambi hanno sottolineato l’importanza data dall’evento di potersi confrontare su esperienze istituzionali diverse e sul poter condividere approcci di management molto eterogenei tra loro. Si è poi affermato come nel prossimo futuro le metropoli del mondo saranno sempre più popolose e che in esse si formerà il 60 % del PIL mondiale.

All’evento hanno presenziato: Erie Mayer, Senior Advisor for Open Data della Casa Bianca; Fernando Benegas, sottosegretario del ministero della modernizzazione argentino; Nontokozo Hadebe, responsabile della strategia e delle policy della Città di Johannesburg, in Sudafrica; Giuseppe Tomarchio, direttore generale della Città di Milano; moderatore Luca De Biase, giornalista del Sole 24ore.

Meyer ha iniziato evidenziando come le città americane stiano cercando di crescere al meglio sfruttando le enormi potenzialità degli Open Data. Tramite il loro uso la pubblica amministrazione può comunicare meglio e più velocemente con i propri cittadini. Lo Stato deve trasmettere l’idea che gli Open Data siano la base della buona amministrazione, non un fattore di eccellenza. Il governo argentino punta invece ad attrarre aziende e talenti nella capitale, Buenos Aires, grazie a un importante distretto tecnologico e a un polo universitario di eccellenza.

Nel suo prossimo futuro la città di Johannesburg dovrà fare invece i conti con una popolazione residente molto giovane, con un tasso di disoccupazione alto e con  disuguaglianze stridenti, la metropoli dovrà accelerare la realizzazione di infrastrutture e mettere a punto un piano strategico che muti il suo tessuto sociale. Per la città di Milano l’obiettivo primario è migliorare la propria attrattività agli occhi delle altre nazioni lavorando sulle politiche della mobilità e sul risparmio energetico. Fondamentale sarà inoltre fare della città un facilitatore di innovazione, attirando giovani talenti e giovani aziende.

Cambiamenti di questa portata necessitano però di azioni tangibili. Negli USA la concretezza dei risultati si ottiene lasciando grande spazio alle tecnologie ed alla creatività; facendo lavorare le persone in team e non lasciandosi scoraggiare dalle difficoltà. In Argentina chi siede al comando deve possedere competenze molto eterogenee e deve affiancarsi a collaboratori competenti e con una forte multidisciplinarietà.

Risulta quindi importante la gestione di persone e di risorse, e avvalersi di una capillare e trasparente campagna di informazione. Secondo Tomarchio, in Italia la priorità per concretizzare le azioni politiche è la massimizzazione dei risultati minimizzando i costi. Affinché un’area metropolitana cresca in modo ottimale, si devono appianare le disuguaglianze e decentrare i poteri. Queste azioni si scontrano con la lenta e macchinosa burocrazia italiana e con un innovazione bloccata.

Al termine della conferenza tutti gli ospiti hanno inoltre sottolineato come le proposte provenienti dalla cittadinanza siano da tenere in grande considerazione nel momento in cui si delinea la linea politica cittadina. Per ottenere buoni risultati è poi necessario seguire un approccio passo dopo passo e imparare dagli errori.

Da quello che è emerso, gli obiettivi futuri sono quindi molti, e non facilmente ottenibili. Le amministrazioni pubbliche dovranno sviluppare capacità di management per rendere le città più aperte, integrate e partecipate.

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