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Corruzione

Contro la corruzione: amministrazioni trasparenti e cittadini consapevoli

di Francesca Doniselli.

“Un’azienda senza valori è un’azienda senza valore”

Virginio Carnevali, Presidente Transparency Italia

L’articolo riprende i temi trattati durante la conferenza “Trasparenza, legislazione e cittadinanza”, tenutasi lo scorso 24 febbraio 2016. L’evento è stato organizzato da nextPA, prima associazione studentesca dell’Università Bocconi con focus sul management pubblico, e ha visto partecipare Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia, il professor Elio Borgonovi e il professor Giovanni Valotti nella veste di moderatore. Al centro del dibattito è stata l’importanza della trasparenza nella pubblica amministrazione per combattere e prevenire inefficienze e  corruzione.

La fiducia degli italiani nel settore pubblico è molto ridotta, questo è quanto emerge dal Corruption Preceptions Index 2015 di Transparency International, in cui l’Italia è 61° posto. Un dato negativo ma non sorprendente, poiché casi di corruzione e cattiva amministrazione sono all’ordine del giorno nei media.

 

Trasparenza e performance

Nella sua introduzione il prof. Valotti ha sottolineato come le aziende più trasparenti abbiano anche le migliori performance. La pubblicazione dei risultati infatti stimola imprese ed amministrazioni pubbliche ad essere più efficienti: gli stakeholder possono acquisire un ruolo più attivo potendo, risultati alla mano,  chiedere conto degli obiettivi raggiunti e delle risorse utilizzate. Tuttavia,  le informazioni più divulgate sono spesso le meno rilevanti.

L’analisi dell’Ordinario Bocconi è confermata da una ricerca svolta da Transparency International, in cui diversi siti di amministrazioni pubbliche italiane sono stati messi a confronto. Quanto emerso è che la peggior forma di trasparenza sembra consistere nell’eccessiva quantità di informazioni fornite, le quali raramente possono essere lette per intero dagli utenti.

 

Le azioni concrete

Di recente Trasparency Italia ha promosso molte iniziative contro la corruzione. L’ultima è la legge, ad oggi passata alla Camera, che tutela il “Whistleblowing”, la denuncia, in forma anonima da parte dei dipendenti di un’amministrazione di fenomeni di corruzione all’interno della stessa. L’iniziativa rappresenta un significativo cambiamento culturale. Se il Whistleblowing è stato considerato per anni una forma di delazione, ora è ritenuto uno strumento utile per combattere l’illegalità.

Diversi passi avanti sono stati fatti  anche a livello locale. Un esempio di eccellenza in materia sono i Patti di Integrità introdotti dal Comune di Milano nel 2002 in collaborazione con Transparency Italia. Applicati nelle gare di appalti comunali, lo scopo è prevenire atti criminali e tutelare pari opportunità e trasparenza; i partecipanti devono presentare un documento all’Ente locale per garantire il proprio impegno e poter accedere al bando. Sono inoltre previsti controlli e sanzioni in caso di mancato rispetto di quanto pattuito.

 

Insegnare la trasparenza

La trasparenza è necessaria per far funzionare le amministrazioni, ma nelle facoltà di Management il tema è ancora poco discusso. Secondo il prof. Borgonovi in classe si preferisce spiegare la fisiologia di un’amministrazione efficiente e non la patologia, cioè quali siano i sintomi di un sistema corrotto e come questi vadano affrontati.

L’insegnamento della legalità non si deve limitare solo all’ambiente universitario: Carnevali ha ricordato infatti come tra le attività di Transparency Italia figurino anche incontri nelle scuole primarie e secondarie per educare e sensibilizzare i più giovani.

Tutti i relatori hanno sottolineato come l’educazione sia l’arma principale per arginare l’illegalità, nonché precondizione necessaria per garantire un voto consapevole ed informato. Non bisogna infatti dimenticare che la classe politica, a cui viene maggiormente imputata la responsabilità della corruzione in Italia, altro non è che il riflesso del suo elettorato.

 

Francesca Doniselli, laureata presso l’Università Commerciale L. Bocconi, è attualmente iscritta al secondo anno del Corso di Laurea Specialistica in Amministrazione delle Pubbliche Amministrazioni e delle Istituzioni Internazionali. E’ associata in nextPA dal 2013.

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Raffaele Cantone

Raffaele Cantone: il coraggio di lottare

“La borghesia mafiosa può essere vinta certamente con la repressione, ma può essere vinta con comportamenti che abbiano soprattutto un carattere: quello della coerenza. Siamo tutti bravi, a dire parole; siamo un po’ meno bravi tutti a coniugare a quelle parole, comportamenti coerenti sul piano dei fatti.”

R. Cantone, intervento pubblico a Palazzo Valentini, Roma, 14 luglio 2011

Classe 1963, Raffaele Cantone entra a far parte della Magistratura nel 1991, anno nel quale diventa sostituto procuratore presso la questura di Napoli. Nel corso della sua carriera, si è distinto per la lotta contro la criminalità organizzata. Le sue inchieste da membro della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli hanno portato, negli anni tra il 1999 al 2007, all’arresto ed alla condanna di capi clan di massima rilevanza quali Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti. Ha successivamente ricoperto altri incarichi di rilievo, in primis quale membro dell’Ufficio del Massimario della Cassazione. La sua indiscussa professionalità e fermezza l’hanno reso un candidato ideale per entrare a far parte nella task force per le misure anticorruzione volute dal Governo Monti nel 2011. E’ stato poi membro della Commissione per l’elaborazione di norme di lotta alla mafia istituita nel 2013 dal Governo guidato da Enrico Letta.

Il dott. Cantone ha sempre rifiutato categoricamente di entrare nel mondo della politica, nonostante le lusinghe non siano mai mancate. Ha tuttavia sostenuto la necessità di una lotta congiunta contro la criminalità e la corruzione attraverso il coinvolgimento di politici, amministratori pubblici ed associazioni.

La battaglia delle istituzioni contro la corruzione è assolutamente necessaria: a dimostrarlo non è solo l’operato del magistrato, ma anche i numerosi dati che sottolineano come quest’ultima non solo limita la competitività del sistema Italia rendendolo poco attrattivo per investimenti esteri, ma generi anche ingenti costi sociali ed economici a carico della collettività.

Forse è proprio questa consapevolezza della necessità di un intervento congiunto ad aver convinto Cantone nel 2014 ad accettare il delicatissimo ruolo di Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, nonché di Commissario straordinario dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici. E’ importante sottolineare la complementarietà degli incarichi assunti: più la politica e la burocrazia sono corruttibili, tanto più alto è il rischio che vi si annidi la malavita. Altrettanto importante è ricordare il momento di grande tensione sociale e politica in cui è avvenuta la nomina del Commissario. Alla vigilia di EXPO 2015, una parte dei manager pubblici operanti in imprese ad esso correlato veniva infatti travolta da uno scandalo di tangenti per appalti, in un’inchiesta che coinvolgeva personaggi come Gianstefano Frigerio e Primo Greganti, già condannati per i giri di mazzette di Tangentopoli del 1992. Al Commissario sono ora garantiti l’autorevolezza ed il potere necessario per poter denunciare a gran voce le pratiche altamente diffuse e inaccettabili di corruzione nella pubblica amministrazione, oltre ad avere la possibilità di fornire moniti e proposte agli organi elettivi nazionali e non.

Noi di nextPA abbiamo designato Raffaele Cantone personaggio del mese come cittadini prima che come membri di un’associazione: il suo impegno, la tenacia e la forza con cui porta avanti una lotta che mette a rischio la sua vita e quella di chi gli sta più a cuore, sono un esempio e una fonte di speranza per chi come noi ritiene che il singolo possa ancora fare la differenza in questo Paese. Tuttavia, il presidente Cantone necessita e soprattutto merita l’appoggio ed il sostegno reale, e non solo nelle parole, di cittadini ed istituzioni: ne va del futuro del nostro Paese.

 

di Antonio Pepe ed Eleonora Perobelli.

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Amministrative: il punto di nextPA

di Vittorio Graziano.

Un ringraziamento speciale a Silvia Profeti, Antonio Pepe e Francesca Doniselli per il prezioso aiuto.

Cari lettori di nextPA, come avete potuto notare la rubrica “Il Venerdì di NextPA” non è uscita ieri pomeriggio come da consuetudine. La settimana appena passata, infatti, ha visto un solo grande argomento imporsi su tutti i media e all’attenzione dell’opinione pubblica: le elezioni regionali e amministrative.
Inoltre, proprio per permettere il miglior svolgimento possibile delle elezioni e della campagna elettorale, anche Camera e Senato si sono fermati per una settimana lasciando liberi senatori e deputati di sostenere i candidati dei propri partiti in tutta Italia.

Non abbiamo quindi potuto raccontarvi i fatti politici della settimana, ma allo stesso tempo non potevamo non parlare delle elezioni regionali. NextPA è un’associazione apolitica di studenti bocconiani accomunati dall’interesse verso la pubblica amministrazione e le elezioni di questi giorni andranno ad eleggere delle figure importantissime proprio per la pubblica amministrazione quali presidenti di regione e sindaci. Sono queste infatti figure fondamentali per una buona Pubblica Amministrazione, poiché ricoprono posizioni di comando all’interno di regioni e comuni e di fatto ne orientano e dirigono l’organizzazione.

Certo oltre alle elezioni questa settimana sono avvenuti anche altri avvenimenti molto importanti, tra i quali gli arresti dei dirigenti FIFA, la precaria situazione del debito greco che sembra oscillare ancora di più e tante altre cose ancora. Ma in quanto associazione orientata alla PA ci sentiamo di soffermarci su questo specifico argomento.
Le elezioni sono sia comunali (si vota in più di 700 comuni), che regionali (7 regioni), ma a causa dell’ polverone e delle critiche arrivate alle liste di candidati presentate dai partiti, ci vorremmo concentrare sulle elezioni regionali.
Si vota in 7 regioni: Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia. Le varie regioni sono assai differenti tra di loro, ognuna con le proprie peculiarità e necessità ed ognuna con diverse prospettive future. Passiamo da regioni modello per la sanità ed all’avanguardia per i trasporti a regioni totalmente allo sbando. Le bandiere politiche dei partiti che hanno governato le regioni sono di tutti i colori, dalla Lega Nord a Sel, dal Pd aPiù precisamente il Veneto è governato dalla Lega Nord, Toscana, Liguria, Umbria e Marche dal Pd, la Campania dal Pdl e la Puglia da Sel.

In questo articolo non vogliamo soffermarci su una regione in particolare, o su un candidato o partito, ma vogliamo affrontare un tema comune a tutte le regioni ed in generale alla politica italiana, cioè la necessità di maggiore onestà da parte dei suoi rappresentanti. Nessuno può negare la scarsa trasparenza della classe politica italiana e le decine di scandali degli ultimi anni ne sono l’esempio chiaro e lampante. Comuni, regioni e Stato italiano hanno bisogno di rappresentanti seri, preparati e soprattutto onesti, altrimenti la Pubblica Amministrazione non potrà mai migliorare in maniera decisiva a vantaggio del cittadino.

Vista questa necessità non possiamo accettare la presenza di candidati non esattamente “puliti” all’interno di qualsivoglia partito o lista. La prima necessità per lo sviluppo italiano è la lotta alla corruzione e bisogna essere intransigenti. La lista degli impresentabili stilata dall’antimafia può essere indicativa al riguardo. Tutti gli “impresentabili” indicati nella lista dell’antimafia sono un problema vero e grave per la politica italiana. Non vogliamo fare i giustizialisti e neanche giudicare le vite e le scelte dei singoli candidati, ma non possiamo non mettere a fuoco il problema.
Alcuni ministri e commentatori politici hanno detto che le polemiche di questi giorni non “ aiutano i cittadini a sentirsi vicini alla politica ed alla gestione del territorio” dando quasi la colpa della disaffezione alle polemiche sorte intorno a questi candidati, come se il distacco tra cittadino e politica fosse dovuto alla cattiva pubblicità e non all’assenza delle amministrazioni in tanti contesti della vita giornaliera del cittadino; come se fosse il clamore mediatico e non l’assenza di strutture ospedaliere efficienti o trasporti ben organizzati ad allontanare politica e cittadini.
Inserire nelle liste degli “impresentabili” come anche altri candidati con alle spalle storie non del tutto chiare, non può essere accettato poiché rappresentano un rischio per regioni e comuni. Un rischio di corruzione, inefficienza e sprechi ma anche di collusione con le organizzazioni criminali quali mafia, camorra e ndrangheta con tutte le devastanti conseguenze di una collusione del genere.
L’Italia si trova da diverso tempo in un impasse da cui sembra non riuscire ad uscire. L’unica base solida e forte che può garantire il rialzarsi dell’Italia è una politica sana e non corrotta o collusa in grado di imprimere, fianco a fianco con i manager pubblici, l’accelerazione di cui il sistema paese necessita.

In questo, nextPA è in prima linea, ora e sempre, per garantire all’Italia una Pubblica Amministrazione sempre migliore, e con essa un migliore futuro per tutto il paese.