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La PA in rivoluzione

di Lorenza Marchi.

Molti forse si chiedono quali potrebbero essere i cambiamenti futuri per la Pubblica Amministrazione italiana. Nonostante non sia ancora presente un testo definitivo in Senato è stato approvato il Disegno di Legge 1557 sulla Riorganizzazione della Pubblica Amministrazione.

Questo testo si prefigge di sintetizzare e spiegare in un linguaggio meno “legislativo” i cambiamenti più rilevanti e più interessanti, dal punto di vista del cittadino, sia di un futuro manager pubblico.

In primis le semplificazioni amministrative. Che cosa avverrà in concreto? Uno sviluppo dell’ “amministrazione digitale”, quindi un maggior ampliamento dei portali online delle pubbliche amministrazioni, sia per una facilitazione del cittadino, che potrà usufruire dei servizi anche senza recarsi al luogo fisico, sia per velocizzare le procedure interne, ma anche per una maggiore trasparenza dei dati che potranno essere riutilizzati.

Per un futuro manager pubblico i provvedimenti più rilevanti sono racchiusi nel capo 3 sull’organizzazione e il 4 sul personale dirigenziale. Prima di tutto il ddl parla di diminuzione degli uffici e del personale dirigenziale destinati ad attività strumentali, con un corrispettivo rafforzamento di quegli uffici che erogano prestazioni a cittadini ed imprese.

La parte saliente della bozza di Riforma è quella riguardante la riforma della pubblica dirigenza (di Stato, Regioni ed Enti Locali), in merito a diversi aspetti:

  • Ruolo unico: a livello statale non esisterà più la distinzione tra dirigenti di prima e seconda fascia, così come anche a livello regionale e locale. In questo modo si cercherà anche di omogeneizzare i salari;
  • Saranno abolite le figure dei segretari comunali e provinciali;
  • L’accesso alla dirigenza tramite corso-concorso e concorso prevedrà la definizione di requisiti di selezione omogenei, che potranno essere comparabili alle best practices internazionali, garantendo come requisito minimo di accesso la laurea magistrale (la percentuale di persone con titolo post-laurea presso la Dirigenza dei Ministeri nel 2012 era del 9% e non è mai salita sopra l’11%). Questi concorsi avranno cadenza annuale e non presumeranno graduatorie d’idonei;
  • Si prevede una formazione continua della dirigenza, con definizione di obblighi formativi annuali;
  • Si amplierà la mobilità tra differenti ruoli, tra diverse amministrazioni ed anche tra settore pubblico e privato. Infatti un dato aggiornato al 2012 riporta una mobilità verso altre amministrazioni del 4% e da altre amministrazioni del 9% nel caso della Dirigenza di Ministeri e Presidenza del Consiglio;
  • Gli incarichi saranno conferiti tramite concorso pubblico, dureranno quattro anni, potranno essere rinnovati previa partecipazione ad un altro concorso pubblico o senza procedura selettiva per altri due anni, solo una volta;
  • I dirigenti saranno valutati e da questo dipenderà il conferimento di successivi incarichi. Infatti il curriculm vitae, il profilo professionale e i risultati delle valutazioni saranno raccolti in una banca dati online;
  • Verrà riordinata la disciplina sulla responsabilità dirigenziale, fino ad oggi molto stringente e che talvolta mette il dirigente nelle condizioni di non rischiare certe azioni per le conseguenze “legali”.
  • In riferimento ai direttori generale, amministrativo e sanitario di aziende ed enti del SSN: il DG verrà selezionato, previo avviso pubblico, da una commissione nazionale che certificherà i requisiti formativi, professionali ed esperienziali. Questo sarà poi inserito in un elenco nazionale d’idonei (aggiornato ogni due anni), da cui le Regioni e le Province potranno attingere per conferire gli incarichi. Stessa procedura per i DA e i DS, la cui commissione di selezione sarà però regionale. Essi saranno nominati dal diretto generale che attingerà dalla lista.

Ora dobbiamo solo vedere se tutto questo sarà messo in atto e se subirà nuove variazioni. La legge è molto più vasta di quanto riportato, ma ho pensato che questi potessero essere i punti più interessanti ed innovativi. Questi provvedimenti garantirebbero un miglioramento della qualità media della dirigenza, una sua maggiore internazionalizzazione e si può sperare che nei prossimi anni si verifichi un ricambio di almeno la metà dell’attuale vertice di Ministeri, Regioni ed Enti Locali.

La maggiore digitalizzazione inizializzerà la nascita di una pubblica amministrazione user friendly, con la quale potrai ottenere informazioni in merito ad un servizio stando comodamente sul tuo divano. Fino a 10 anni fa probabilmente tutto ciò era utopia, oggi forse, per la prima volta, l’Italia cambia.

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