Articoli

spid

Spid: il difficile rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione

di Francesca Doniselli.

Il 15 marzo scorso ha segnato l’inizio di Spid, il Sistema Pubblico dell’Identità Digitale, che permetterà ai cittadini di usufruire di servizi pubblici e privati online tramite un’unica password. Se sfruttato al meglio si tratterà di un passo avanti per la semplificazione e l’avvicinamento della cittadinanza al settore pubblico.

Quale sarà l’impatto innovativo dell’identità digitale nel sistema pubblico italiano? Se n’è parlato all’evento del 28/04 “Il modello di business di SPID e la sua evoluzione nell’Agenda Digitale Italiana”, nato dalla collaborazione tra nextPA e BS – Digital Consulting. Ospiti dell’evento sono stati l’ing. Francesco Tortorelli, dirigente AgiD, l’ing. Laura Castellani, Responsabile Infrastrutture e Tecnologie Regione Toscana, l’ing. Michele Benedetti, Responsabile della Ricerca sull’E-Government della School of Management PoliMI, e il professor Francesco Longo nel ruolo di relatore.

Nel suo intervento introduttivo il professor Longo ha evidenziato come l’Italia sia uno dei paesi con maggiore sviluppo informatico e con una buona conoscenza digitale. La banca dati della sanità lombarda è un’eccellenza. Alcuni dei problemi più concreti alla digitalizzazione della pubblica amministrazione sono la legislazione, ancora poco omogenea, e l’elevato numero di comuni di piccole dimensioni, che non posseggono risorse e competenze necessarie. Secondo la cultura della pubblica amministrazione italiana fare le cose bene equivale a farle in modo complicato.

Secondo l’ing. Francesco Tortorelli rispetto all’innovazione l’Italia ha una performance a macchia di leopardo, d’eccellenza in alcuni casi ma carente in altri. Inoltre, esistono problemi sia economici che legislativi riguardanti la diffusione di strumenti digitali: ad esempio, servono macchinari adatti per leggere e interpretare tessere digitali nelle amministrazioni. Dal punto di vista legislativo la lunghezza della stesura delle norme, che spesso supera la durata di una legislatura politica, fa sì che molti progetti siano abbandonati.

L’ing. Tortorelli ha identificato alcune sfide che Spid dovrà affrontare, come sviluppare l’uso dei servizi digitali, ancora basso a causa dell’analfabetismo digitale ma soprattutto della poca fiducia nei servizi online della pubblica amministrazione. Un’altra sfida è il basso uso di internet da parte delle imprese nella loro attività.

In termini di caratteristiche tecniche, Spid si adeguerà a una particolarità del sistema italiano quale la figura dell’Attribute provider, che identifica il ruolo professionale degli utenti. Ricoprire in un dato periodo una certa carica, come medico o amministratore, determinerà infatti l’ampiezza dell’accesso ai servizi. Il mercato è orientato verso tecnologie mobile e questo dovrà essere lo stesso sviluppo dello Spid, anche se i mezzi saranno diversi per adeguarsi ai diversi utenti: ad esempio un anziano potrà preferire avvisi via sms, altri invece servizi su app. L’obiettivo è creare una base di utenti uniforme, che sarà molto utile anche per i privati che si occupano di service providing (una banca potrebbe accedere ai database per individuare potenziali clienti).

L’ing. Laura Castellani ha invece raccontato le sfide di lavorare per diffondere la digitalizzazione a livello regionale (in questo caso nella Regione Toscana) e in tutta la pubblica amministrazione. La difficoltà attuale non è più tecnologica, ma di metodo, in quanto la pubblica amministrazione deve pensare in modo digitale, cosa che fino ad ora è in parte mancata. Al momento, benché i servizi pubblici online siano molti, ma poco usati dai cittadini, nonostante in genere abbiano le competenze digitali. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che spesso questi servizi sono difficilmente fruibili, per la difficoltà di autenticarsi nel sistema, e male organizzati, per la mancanza nella pubblica amministrazione di un sistema di riposta immediato a problemi e incertezze dei cittadini. Proprio per questo una chiave del successo di Spid sarà adeguare il nuovo sistema a servizi e infrastrutture digitali, in modo da renderne possibile l’utilizzo, altrimenti l’innovazione risulterà inutile e costosa.

Esempi positivi in materia di innovazione nella PA comunque non mancano, come lo sportello unico per le attività produttive. Fino a pochi anni fa ogni Comune richiedeva una procedura diversa, ma si è poi riuscito a rendere le pratiche omogenee.

Sia Castellani che Tortorelli concordavano che per il futuro sarà possibile superare la necessità attuale di molte varie tessere fisiche, come quelle dei mezzi pubblici, e a introdurre un unico sistema digitale: l’ottimismo sul tema è motivato sia dall’esistenza di casi simili in Europa (firma digitale in Estonia) che dall’interesse dimostrato da enti privati sulla questione.

Infine, l’ing. Michele Benedetti ha accompagnato il suo intervento con un video, realizzato dall’Osservatorio E-Governement, che ben illustra la situazione.

Dal rapporto dell’Osservatorio risulta che l’approccio ai servizi online PA è cambiato, anche grazie alla normativa, con un orientamento all’unificazione delle pratiche. In ogni ente ci sono aree più o meno automatizzate. Altri dati dello studio mostrano come le variabili socio-demografiche degli utilizzatori di servizi online non siano molto rilevanti (uomini vs donne, nord vs sud…), mentre lo è il livello di scolarizzazione. Inoltre spesso le persone dichiarano di voler usare servizi online, ma non ne hanno accesso (ad esempio, non li trovano nel sito).

Dal suo discorso è risultato che sono diversi gli sforzi da parte del pubblico di implementare la sua digitalizzazione. Il progetto Italia Login parte dai bisogni dei cittadini per la pianificazione della PA digitale.

Il quadro che emerge è quindi quello di grandi opportunità per l’innovazione nella PA, che devono essere colte attraverso un cambiamento culturale prima che tecnologico. Perché la digitalizzazione della PA funzioni bisogna partire dalle richieste dei cittadini e ristabilirne la fiducia nel settore pubblico.

 

Francesca Doniselli, laureata presso l’Università Commerciale L. Bocconi, è attualmente iscritta al secondo anno del Corso di Laurea Specialistica in Amministrazione delle Pubbliche Amministrazioni e delle Istituzioni Internazionali. E’ associata in nextPA dal 2013.

Riproduzione riservata © nextPA