Tito Boeri: professionalità al servizio del paese

di Antonio Pepe.

Nato a Milano nel 1958, dottorato in economia alla New York University nel 1990, professore ordinario in economia del lavoro presso la Bocconi, fondatore del sito di informazione economica lavoce.info, dal dicembre 2014 Tito Boeri è presidente dell’INPS, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, ovvero il più grande ente pensionistico esistente ad oggi in Europa.

Con una lunga esperienza nell’ambito della ricerca e nell’ambito della politica economica delle politiche redistributive, Boeri rappresenta la persona più giusta per gestire l’istituto, la cui sostenibilità finanziaria è messa a dura prova dai diversi regimi contributivi avutisi in passato e dalle varie gestioni separate dei trattamenti pensionistici.

Da quando Boeri è alla presidenza dell’INPS molte cose sono cambiate: in primo luogo è stata avviata la campagna “Porte Aperte” che da quasi un anno continua a svelare i metodi di contribuzione di varie categorie di professionisti dai sindacati al clero, rivelando come in Italia ci siano molte categorie di soggetti che si sono avvantaggiati di trattamenti pensionistici specifici a danno dell’intero sistema. Dall’insediamento di Boeri l’INPS pubblica su base periodica i dati relativi alla cassa integrazione e all’occupazione rispetto ai contratti aperti nel periodo[1].

In ottobre, inoltre, l’INPS ha pubblicato la sua proposta per riformare il sistema pensionistico dal significativo titolo “Non per cassa, ma per equità”. I due elementi della proposta sono legati alla volontà di “abbattere la povertà, riducendola almeno del 50%, fra chi ha più di 55 anni di età e  garantire una transizione più flessibile dal lavoro al non lavoro e viceversa. Ma vi è anche un’aspirazione alla semplificazione della normativa e all’unificazione dei trattamenti contributivi e previdenziali fra gestioni diverse”. Le buone intenzioni non sono bastate perché Boeri propone anche di attuare le proposte dell’INPS rivedendo il sistema di misure assistenziali troppe e non tutte rivolte a chi si trova sotto la media dell’ISEE, visto che anche il “30% della popolazione con redditi più elevati percepisce istituti idealmente indirizzati a chi vive in condizioni di disagio economico”[2].

Il progetto certamente più importante è il quello lanciato la scorsa estate “La Mia Pensione -Progettare il futuro”: l’INPS ha infatti messo a disposizione di tutti i lavoratori il simulatore della futura pensione per permettere loro una scelta più consapevole su quando andare in pensione, ma soprattutto s ad aumentare il risparmio privato per compensare pensioni troppo basse. Sebbene tutto questo abbia creato meno clamore di quello che si pensava, rimane indicativo che tale simulatore non sia stato utilizzato soprattutto dalla fascia di coloro che più di tutti rischiano di vedere la loro pensione, ovvero i giovani sotto i 40 anni.

Nonostante l’assenza di risposta alla proposta di legge elaborata dall’Inps e alle continue istanze dell’istituto di sollecitare l’attenzione della politica sul tema pensioni, il presidente non demorde e combatte con tenacia per affermare delle questioni di importanza vitale per la società italiana e per continuare ad innovare l’istituto (vedi apertura a Riforma Madia).

 

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Fonti:

[1] Sito dell’INPS

[2] “Non per cassa ma per equità”, pag. 6, Tabella 1

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